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Ottobre 17, 2019, 12:18:55

Baustelle

11-11-2010 Jects
Musicology
Immagine: Baustelle
I Baustelle sono un gruppo toscano, precisamente di Montepulciano, nato nel 1994. Gli unici componenti che sono rimasti fino ad oggi sono: Francesco Bianconi, colui che scrive le canzoni nonché il frontman, Rachele Bastreghi come importante seconda voce femminile, Claudio Brasini come chitarrista. La sezione ritmica non resterà mai uguale nella storia della band, senza peraltro mai mancare all'appello.

Partita come una delle band di punta della nuova generazione indie degli anni zero con il passare del tempo sono diventati un vero fenomento mainstream, senza a mio avviso che questo diminuisca le qualità artistiche, anzi sono sempre migliorati, ma andiamo con ordine..
Nel 2000 i Baustelle autoproducono il primo album, Il Sussidiario Illustrato Della Giovinezza, scritto da Bianconi e arrangiato insieme con la band. Come il titolo tradisce, si tratta di un album molto particolare, una sorta di concept su un tema molto cara alla band ossia, l'adolescenza e tutte le sue sfaccettature: romantica, tormentata, spiritosa e tutta italiana. Già dalla loro opera prima sono chiare le potenzialità del gruppo: il grande talento compositivo di Bianconi si esprime in ottime canzoni pop, che nel futuro come noi sappiamo scriverà sempre di più per altri artisti (Irene Grandi vi dice niente?). Altre caratteristiche sono la capacità di essere sia coinvolgenti e aggressive sia intensamente romantiche, sommandosi a una liricità più unica che rara, fatta di testi borghesi, visionari e bizzarri, e riferimenti a tutto tondo (un citazionismo alla Battiato per intenderci), e alla notevole interpretazione delle voci impostate di Bianconi e della Bastreghi.
I loro duetti piacciono così tanto che la fama dei Baustelle fa il giro del paese quasi solo col passaparola, e il "Sussidiario" diventa vero disco di culto per una generazione che non si ritrova più nelle classifiche nazionali, e cerca nella musica indipendente i suoi soli ascolti in lingua italiana.
Il "Sussidiario" è in effetti un album incredibilmente fresco, ispirato, ricco tanto di idee geniali come "La Canzone Del Parco", "Cinecittà", o "Il Musichiere 99", quanto di potenziali singoli rockeggianti come "Le Vacanze dell'83", "Gomma" o "La Canzone del Riformatorio". Sono proprio gli scarsi mezzi di produzione a dargli un suono lo-fi, spolverato di elettronica retrò, la cui spontaneità fa letteralmente innamorare ascoltatori e critici, anche se i Baustelle rimangono un fenomeno totalmente underground.
Nel 2003 esce La moda del lento, registrato e mixato in diversi studi, fra cui le Officine Meccaniche di Mauro Pagani. Anche per questo nuovo lavoro la band si avvale della produzione artistica di Amerigo Verardi. "La moda del lento" prosegue, ampliandolo e amplificandolo, il percorso intrapreso con il disco precedente.
L'obiettivo è anche questa volta la canzone d'autore e pop, nel senso più nobile del termine.
Meno chitarre elettriche, più sottigliezze elettroniche e atmosfere cinematografiche retrò, fatte di moog e theremin, per un pop assai più raffinato, che Bianconi definisce come "un bel frullato di Kraftwerk, disco-music, Celentano, Blondie, Piero Ciampi e Trovajoli". Il gruppo dimostra di non ripetersi e di avere enormi potenzialità, ma il grande pubblico sembra ancora lontano.
Il 2005 è un anno molto intenso per il gruppo: dopo aver firmato con la Warner, ed essere quindi passati da una casa discografica indipendente ad una multinazionale, esce l'album La malavita, registrato da Carlo Ubaldo Rossi, produttore storico del rock italiano.
I Baustelle si inseriscono nella tradizione melodica italiana con un pop chitarristico molto saturo di suoni, e raggiungono l'agognata celebrità. Il marchio di qualità Baustelle non manca e il talento di Bianconi regala ottime canzoni come "La Guerra E' Finita" e "Un Romantico A Milano". La Malavita è, secondo Bianconi, il miglior disco dei Baustelle, nonostante canzoni non sempre indimenticabili e una produzione che appesantisce molto gli arrangiamenti.
Nel febbraio 2008 esce il nuovo album dal titolo Amen. L'album si avvale di prestigiose collaborazioni, partecipano infatti alle registrazioni: l'etiope Mulatu Astatke, Sergio Carnevale, Alessandro Majorino, Beatrice Antolini, il Maestro Alessandro Alessandroni, Beatrice Martini e la poetessa Francesca Genti. In novembre l'album si aggiudica la Targa Tenco avendo la meglio su altri candidati quali: Jovanotti con Safari, Afterhours con I milanesi ammazzano il sabato, Roberto Vecchioni con Di rabbia e di stelle e Francesco De Gregori con Per brevità chiamato artista. Amen è forse il disco della maturità della band, che perde per strada un altro membro (il batterista Claudio Chiari) e diventa così un trio, ed è certamente ad un livello compositivo superiore rispetto a La Malavita. In Amen ritroviamo l'inconfondibile zampata art-pop-rock di Francesco Bianconi, ma anche la seconda voce Rachele Bastreghi contribuisce con pezzi come "L'areoplano" e "Dark Room", avvicinando ancor più i Baustelle alla tradizione melodica pop del belpaese.
Il desiderio di Bianconi di scrivere una colonna sonora si realizza con “Giulia non esce la sera” (2009) di Giuseppe Piccioni, pellicola drammatica con Valeria Golino e Valerio Mastrandrea. Si tratta di una colonna sonora principalmente strumentale, fatta di brevi movimenti per quartetto d'archi, sulla scia della moderna tendenza minimal-classicista. Sbucano un paio di canzoni dei Baustelle, prestate da Amen, ed esce come singolo “Piangi Roma”, una ballata melodica eseguita dall'inedito duetto Bianconi-Golino. Sul testo decadente, nostalgico e vagamente felliniano di Bianconi, Valeria Golino stupisce per la sua interpretazione, mentre la canzone vince il Nastro d'Argento come miglior canzone originale.
Il motivo che mi ha spinto ad ascoltari e a prestarli così tanta attenzione va ricercato nelle loro canzoni così impregnate di una quotidiana decadenza, di un gusto poetico e simbolico legato alle singole parole e a quel gusto retrò che mi ha sempre colpito in musica.
In Questi anni, dalla pubblicazione di Amen a quella dei Mistici dell'Occidente, i Baustelle sono diventati la mia band italiana preferita. Dopo averli scoperti ho ricercato anche i vecchi album e presto verrà ripubblicato il loro primo album che è praticamente introvabile.
Il 26 marzo 2010 esce un nuovo album di inediti, a due anni di distanza dal precedente Amen, dal titolo I mistici dell'Occidente. Il produttore è Pat McCarthy, già noto produttore di Madonna, U2 e R.E.M., e per la prima volta da Bianconi stesso, il disco presenta una orecchiabilità diversa rispetto al passato, in certi casi inconfutabilmente anglosassone, con arrangiamenti sempre più tesi all’internazionalismo e alla fruibilità per le masse.

  • Sussidiario illustrato della giovinezza (2000)
  • La moda del lento (2003)
  • La malavita (2005)
  • Amen (2008)
  • I mistici dell'Occidente (2010)
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